3 dritte per progettare con Europa Creativa 2017

Leggete, leggete e ancora leggete
Non solamente il bando e le linee guida. Leggete tutti i documenti che hanno a che fare con la cultura in Europa per imparare a pensare “in modo europeo”.

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Courtesy of Creative Europe Desk Italia

Per esempio, consiglio di:

  1. scaricare la Strategia Europa 2020 – strategia europea per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva e il piano di lavoro per la cultura 2015-2018;
  2. utilizzare le ricerche e i rapporti pubblicati sul settore delle industrie creative;
  3. leggere i progetti finanziati per trarre ispirazione e capire quali sono le idee effettivamente vincenti.

Siate ambiziosi
Europa Creativa non è un programma per raccogliere i fondi necessari al funzionamento di un museo o di un’associazione culturale. Inoltre non basta avere un’idea forte per essere selezionati tra i vincitori.

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È necessario, sin da subito, porsi le seguenti domande:

  • vogliamo lavorare in modo più efficace come organizzazione?
  • vogliamo sviluppare un progetto a livello internazionale?

Prima di partecipare al bando, è importante avere una strategia di sviluppo dell’organizzazione, perché il programma Europa Creativa può diventare un importante tassello funzionale proprio alla realizzazione di questa strategia. Questo bando, infatti, è un’opportunità per un’organizzazione che desidera essere più ambiziosa.

Ragionate sulla sostenibilità economica del progetto
Prima di iniziare un progetto internazionale è importante riflettere sulla sostenibilità economica dell’iniziativa.
Troppo spesso si trascura che Europa Creativa copre solamente il 50-60% del bilancio di un progetto, il che richiede un contributo da parte dei partecipanti. Questo contributo può derivare da risorse proprie dell’organizzazione, da fondi e sovvenzioni raccolti attraverso altri bandi oppure da azioni di fundraising.
Qualunque opzione si scelga e quale sia la proporzione tra le voci all’interno del progetto, è una decisione che dev’essere fatta a monte.
Inoltre, è bene ricordare che non ci sono regole circa la distribuzione del cofinanziamento all’interno del partenariato: quindi un’organizzazione economicamente forte può contribuire maggiormente; ciò che è importante è avere le idee chiare su “chi fa che cosa” e rispettare l’accordo di partenariato alla perfezione.

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